L’Olocausto: mostra alla Querini

Data: 27/01/2021

Anna Frank

La memoria dell’olocausto si è fatta carne, racconto, conoscenza, consapevolezza, proposito, persino espressione artistica, adeguandosi alle diverse fasce d’età. Nell’Istituto Comprensivo Querini il Giorno della Memoria è entrato nelle aule ed è uscito in giardino, per attualizzare il verso di Primo Levi, “Meditate che questo è stato”, in modo che non accada più.

Nel plesso Querini il giardino si è riempito delle suggestive opere dei bambini della primaria: cartelloni, disegni, installazioni, stampe di foto, elaborazione di temi trattati in aula. Ogni classe ha trattato il tema a modo suo, sulla base delle letture affrontate, dei film, dei racconti e delle figure conosciute. Come quella di Anna Frank, il cui ritratto dipinto in più colori si ripete come un monito. La divisa di un prigioniero di un campo di concentramento è sospesa sulla riproduzione di un filo spinato, per richiamare l’orrore di Auschwitz. La parola Shoah, con immagini dei campi di concentramento, penzola sui rami spogli di un albero. Ma ci sono anche poesie e filastrocche, le tappe del secondo conflitto mondiale, il manifesto delle libertà, vere e proprie opere d’arte, copertine di libri che affrontano il tema dello sterminio e dei crimini nazi-fascisti, il giardino delle parole giuste.

Un’altra classe della primaria, nel plesso Salvo d’Acquisto, per sensibilizzare alla diversità come valore e ricchezza, ha letto e riflettuto in classe sulla poesia “La pelle” di Gianni Rodari. I bambini sono così giunti alla conclusione che anche loro sono come i colori dei fiori, vari e bellissimi. Hanno così realizzato dei fiori di carta, scrivendo al centro le parole emerse dalla conversazione e li hanno appesi alla cancellata della scuola.

C’è stato anche chi ha osservato alcune foto riguardanti i bambini e la Shoah e ha riflettuto scrivendo brevi pensieri, realizzando poi un cartellone, affisso al cancello della scuola.

E ancora, un’altra classe, dopo aver assistito alla visione del cartone “La stella di Andra e Tati”, all’intervista delle sorelle Bucci, sopravvissute allo sterminio nazista ad Auschwitz, al film “Jona che visse nella balena” e dopo aver ascoltato la canzone ebraica “Gam Gam”, hanno svolto delle attività: disegni, poesie e analisi degli articoli della Costituzione italiana che tutelano la libertà di professare la propria religione, oltre a notizie sulla Shoah. Raccolto tutto il materiale è stata allestita la mostra “Per non dimenticare”, con le sagome che ricordano i protagonisti del cartone e i cartelloni con disegni e poesie. Il gioco della campana, disegnato a terra, ricorda il diritto dei bambini a giocare: un diritto che solo la perdita della vita poteva negare, anche nei campi di concentramento.

Alla secondaria Salvo D’Acquisto sono stati i film (da “Il sacchetto di biglie” a “Il grande dittatore”), le letture, le testimonianze, i documentari, le pagine di storia spiegate a sensibilizzare gli alunni sull’Olocausto e cosa l’ha provocato. I docenti delle diverse discipline, nelle loro classi, hanno proposto differenti attività che avevano quest’unico scopo: far conoscere e far riflettere, perché non accada più.

Ecco allora un’attualizzazione delle leggi razziali, che hanno allontanato dalle classi, in Italia, gli alunni ebrei: il freddo linguaggio di una circolare ha fatto capire l’enormità, per la vita di quei ragazzi, di una decisione di quel tipo. E ancora la politica musicale del nazismo, con ascolto di brani come la Cavalcata delle Valchirie di Wagner. E una flipped classroom: sono stati gli alunni stessi a proporre ai compagni saggi, immagini, lettura di brani letterari e teatrali, articoli di attualità per rievocare la Shoah. O una riflessione sulle discriminazioni vissute sulla propria pelle, quando il colore della pelle, nelle nostre classi, può assumere le diverse tonalità dell’arcobaleno.

Non sono mancate le letture e successive riflessioni su testimonianze di ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio; il confronto tra la preghiera ebraica Shemà Israel e la poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo”; letture sulla sorte degli ebrei italiani dopo l’armistizio dell’8 settembre. Il tutto per rispondere, ancora una volta, al comando di Primo Levi: “Meditate che questo è stato”.