Francesco Querini: chi era costui?

Data: 05/12/2020

Ritratto di Francesco Querini

Un ritratto di Francesco Querini

Francesco Querini: chi era costui?

Voleva arrivare per primo in cima alla Terra. Francesco Querini, sangue veneziano, è stato un giovane eroe, morto inseguendo uno dei sogni più ambiziosi della sue epoca: raggiungere per primo il Polo Nord, con una spedizione tutta italiana.

Il tenente di vascello Francesco Querini

Era il 1900 e nessuna orma umana, ancora, aveva calcato il suolo del punto più a nord del pianeta. Quattro anni prima ci aveva provato il norvegese Fridtjof Nansen, giunto a 86° 14’ di latitudine nord. Ora toccava a un altro intrepido sognatore, Luigi Amedeo di Savoia, il Duca degli Abruzzi, partito con una decina di uomini con l’intento di realizzare la straordinaria impresa. Tra di loro c’era il trentaduenne Francesco Querini: giovane, ma già pieno d’esperienza e di qualità, di spirito d’eroismo e d’esplorazione. È a lui che è intitolato il nostro istituto; ed è a lui che si ispira la nostra azione educativa: formare i nuovi esploratori – in senso ampio, non solo geografico – del nostro tempo.

Il cognome Querini trasuda di storia: la famiglia patrizia veneziana ha dato all’Italia cardinali e patriarchi, ambasciatori e soldati, letterati, scienziati ed esploratori.

Francesco era nato a Milano il 16 dicembre 1867. Entrato nella Regia Marina, aveva infine conseguito il grado di Tenente di Vascello. Di statura regolare, era biondo e muscoloso; parlava inglese, francese e tedesco e conosceva bene anche il latino; si dice che avesse una memoria eccezionale.

Aveva cominciato a farsi strada partecipando alla campagna d’Africa, nel 1892. Da subito si era distinto per le sue competenze geografiche e nautiche. Per le sue doti venne chiamato a guidare, a 25 anni appena, il Consolato di Zanzibar. Oltre a guadagnare la stima e l’affetto degli indigeni, riuscì a stipulare l’accordo del protettorato dell’Italia sul Benadir, una regione della Somalia, ricevendo la nomina a Cavaliere della Corona d’Italia. Cinque anni dopo riceverà anche la medaglia d’argento al valor militare, per aver partecipato in modo eroico alla liberazione di un ostaggio.

Il 7 marzo 1899 riceve la notizia che è stato scelto per partecipare alla spedizione polare. Parte il 12 giugno da Oslo a bordo della nave Stella Polare, al comando di Luigi Amedeo di Savoia. Il 7 agosto la nave rimane completamente bloccata dai ghiacci e vengono organizzati tre gruppi di esplorazione per tentare di raggiungere il punto più a Nord del pianeta, “armati” di 13 slitte e 102 cani.

Dopo un primo tentativo fallito, l’assalto finale comincia l’11 marzo 1900. Si capisce subito, però, che le scorte di viveri non sarebbero bastate; così il capo spedizione decide di continuare con un piccolo gruppo e fa rientrare alla base, il 23 marzo, gli altri uomini, tra cui Querini. L’esplorazione continua, superando la latitudine raggiunta da Nansen, finché non sono costretti al rientro, il 25 aprile 1900. Raggiunta la base il 24 giugno, scoprono che la pattuglia di Querini non ha più dato notizie di sé: persi tra i ghiacci, ormai sicuramente morti.

Nel novembre 1900 la Società geografica italiana assegna la medaglia d’argento della società alla memoria di Francesco Querini, “all’Eroe caduto in una delle più ardue battaglie della scienza”. Il Polo Nord dovrà attendere un altro decennio prima di vedere una presenza umana; mentre risale al 1926 il primo sorvolo ad opera di un altro italiano, Umberto Nobile.

Una statua di Francesco Querini si trova oggi ai Giardini di Castello, a Venezia, fatta realizzare nel 1905 dal Duca degli Abruzzi.