Quanto può piacere la lettura d’estate

Data: 27/06/2021

il bello della lettura

Pensavo che fosse un corso in cui avremmo solo letto un libro, ma è stato tutt'altro: ci siamo raccontati tante cose, abbiamo parlato della nostra religione e delle cose che ci fanno soffrire. Tutto è partito dal libro che la professoressa Savino ci ha letto: “Oscar e la dama in rosa”. E' stato bellissimo!!! (Adiq)

Quando ho saputo che c'era il corso di lettura non volevo venire, perché pensavo che avremmo fatto Italiano come quando si va a scuola. Invece la prof. era gentile e tranquilla; non ci chiedeva compiti. Avevo anche tanta paura di trovarmi da sola. Quando ho visto che venivano al corso anche alcune mie amiche sono stata proprio contenta! (Elisa)

Durante questo corso mi sono divertita molto, è stata un'idea carina e creativa. La prof. ha reso le ore molto leggere, ci ha fatto intervenire e chiedeva le nostre impressioni. (Sofia)

Questo corso è stato molto bello perché ci siamo potuti esprimere liberamente, senza venire giudicati. Abbiamo potuto riflettere su tante cose. E' stato bello e utile, secondo me, anche per chi non ama particolarmente la lettura. (Matilde)

Di questo corso mi è piaciuto tutto; ma proprio tutto! Se fosse per me, seguirei questo corso per tutta l'estate. (Sofia)corso di scrittura

Sono venuta a questo corso volontariamente: è stato fantastico, perché ho potuto fare nuove conoscenze e sono diventata amica di ragazze di altre classi. Mi è piaciuto un sacco, anche se la professoressa ci ha fatto raccontare esperienze che ci hanno fatto soffrire: come gli episodi di bullismo di cui penso di essere stata vittima alle elementari. Sono esperienze che avrei preferito non ricordare. Mi sono resa conto che spesso mi lamento perché sono sola, ma ho capito che non è così: intorno a me ci sono tante persone che mi accettano per come sono e mi vogliono bene. (Joia)

Queste le impressioni di alcuni ragazzi della secondaria Salvo d'Acquisto che hanno partecipato, durante la scuola estiva, al corso “Invito alla lettura”: dieci ore, distribuite in cinque incontri, guidate dalla professoressa Savino.
La proposta è scaturita dal desiderio di offrire un'opportunità di apprendimento, ma anche di svago, a chi rischia di immergersi nella noia e nell'ozio dell'estate. Dare dei contenuti, stimolare la riflessione, invitare a guardarsi dentro, favorire il dialogo. Tutto in leggerezza: nel rispetto delle regole della scuola, certo; ma lasciando ai ragazzi la possibilità di essere se stessi. Di raccontarsi, di aprirsi, senza l'ansia di venire valutati e giudicati.
Filo conduttore degli incontri è stata la lettura del libro di Eric-Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama in rosa. Oscar è un bimbo di 10 anni, malato di leucemia in fase terminale. Nonna Rosa, la volontaria dell'ospedale che va a fargli compagnia, gli propone un gioco: immaginare che ogni giorno corrisponda a dieci anni. Al termine di ogni giornata, Oscar deve scrivere una lettera a Dio, raccontandogli le esperienze vissute nei dieci anni di vita trascorsi. Dietro l'ingenuità dello stile, si coglie la profondità dei pensieri e dei sentimenti del piccolo, che ha compreso qual è il suo destino e si consegna alla morte con atteggiamento sereno e maturo.
Le lettere di Oscar sono state lo stimolo per aprire il dialogo, al quale anche la professoressa ha partecipato, condividendo insieme ai ragazzi esperienze e sentimenti. Sono usciti i travagli, le gioie e le difficoltà: senza maschere. Tutti si sono raccontati; tutti hanno messo a nudo se stessi. Molti ragazzi sono usciti dagli incontri alleggeriti e contenti. L'atmosfera, poi, è stata “addolcita” dalle caramelle, che la prof per due volte ha portato.
Oltre a questo, è stato proposto ai ragazzi di scegliere uno tra i libri contenuti nella biblioteca della scuola (una vera ricchezza!); iniziarne la lettura; raccontare ai compagni quanto letto; leggere ai presenti qualche passaggio significativo; valutare se il libro scelto è consigliabile oppure no, motivando la propria opinione. E' stata anche questa un'occasione per riflettere, raccontare, raccontarsi, dialogare, scambiare opinioni.
Molto rilassanti i momenti dedicati alla lettura individuale e silenziosa del libro scelto da ciascuno: i ragazzi hanno potuto utilizzare il giardino della scuola. C'è chi si è portato fuori la sedia; chi si è seduto sui gradini di cemento; chi si è appoggiato con la schiena al muro distendendo le gambe; chi ha scelto il manto erboso, sedendovisi a gambe incrociate. Molti hanno preferito svolgere l'attività in solitudine; altri si sono riuniti a coppie o in gruppetti di tre o quattro, e ogni tanto interrompevano la lettura per scambiarsi impressioni e opinioni estemporanee.
Durante l'ultimo incontro, giovedì 17 giugno, la professoressa Savino ha chiesto ai partecipanti di esprimere con sincerità un'opinione sull'esperienza fatta e possibilmente di dare dei suggerimenti per poter migliorare in futuro.
Ecco i consigli dei ragazzi.

La prossima volta vorrei trascorrere più tempo all'aperto.

Vorrei che il corso iniziasse più tardi, per poter dormire un po' di più.

Mi piacerebbe che spezzassimo le due ore con un intervallo e anche una bella merenda!

Mi piacerebbe aggiungere agli incontri a scuola delle uscite. Sarebbe come essere in vacanza, che bello!!! E dopo potremmo anche scrivere quello che abbiamo fatto e cosa ci è piaciuto di più. Potremmo scambiarci i fogli, lasciandoli anonimi: ognuno legge il foglio che gli è capitato e gli altri potrebbero cercare di indovinare chi ha scritto quelle cose.

Si potrebbero portare delle coperte, per sedersi sull'erba, e dei cuscini, per metterci in posizione comoda in aula. Potremmo pensare a dei giochi che abbiano per argomento i libri e la lettura in generale. Magari giochi di movimento, da fare in giardino: sarebbe divertente!

Bene l'idea delle caramelle: direi di ripetere l'iniziativa. La prof, inoltre, dovrebbe farci sfogare un po' di più, permettendoci di fare più pause e lasciandoci organizzare dei giochi in giardino.

L'unica proposta è che io avrei preferito che portassimo dei teli per stare tutte le due ore in giardino.

Potremmo far leggere un libro a un compagno che legge bene, e fare una pausa tra la prima e la seconda ora.

Prendiamo nota...